DI SOLITO MI accusano di essere troppo "morbido". Non so se sia una colpa, di sicuro - come sento dire - dovrebbe valere l'analogia con il buonismo: parola terribile, quest'ultima, inventata da chi è cattivo per marchiare chi invece è sanamente buono. E se uno è morbido, invece, non vale?
Lo dico a mo' di introduzione per chiarire che non me ne frega niente di passare per un "morbidista", uno troppo gentile che ringrazia e parla sempre bene delle persone che stima e con le quali incidentalmente lavora. Il capo, in questo caso. Voi direte: bella forza! Ci lavori bene perché è un capo di lusso e poi è oggettivamente facile farsi garbare Luca.
Beh, faccio esercizio di morbidismo: non è sempre facilissimo lavorare neanche con i santi più morbidi del paradiso, L. non fa eccezioni. Però, a parte le più prosaiche congiunture professionali (leggi: money), vi consiglio - se potete - di trovare un capo che sia meglio di voi, perché può farvi anche involontariamente dei doni preziosi. Luca, per esempio, mi ha ridato gusto e voglia di ascoltare la musica. Voi direte: sul serio? Va bene il morbidismo, ma non scherzare, dai... Invece è così.
Passata quella stagione della vita in cui stai in macchina con i tuoi due migliori amici solo per sentire una cassetta fantastica, devi lavorare, cambi città, le cose si complicano, insomma, i libri non li ho mollati ma la musica ammetto di sì. Almeno, sino a quando non ho trovato un capo che ne fosse appassionato, ci lavori, ascolti buone cose e che, per osmosi, me ne abbia fatto tornare l'appetito.
Grazie Luca!
Ora, però, se solo tu non mi chiamassi per cognome, non mi sembrerebbe di essere tornato alle medie...
BEH molto fortunato ad avere un capo così, che stimola il tuo interesse per la musica, e casomai ti passa sottobanco anche le ultime novità discografiche.
RispondiEliminae dimmi se è poco.
ciao
*onda