I LIBRI DIVENTERANNO tutti digitali? È un futuro auspicabile? Negli Usa cominciano ad essere convinti di sì e il mercato si prepara a fare il salto e superare la soglia del miliardo di dollari entro l'anno, e in due arrivare a tre miliardi. L'ottimismo è forte.
Money Quote: The key to Forrester’s optimism is the untapped potential of the e-book buyer, who currently represents only 7% of the book consumer pool. “Did you know that the two most common ways people get books today,” McQuivey informs us, “is borrowing them from a friend or getting them from the library? ” The 7% who read e-books “happen to be a very attractive bunch: they read the most books and spend the most money on books. And here’s the kicker – the average e-book reader already consumes 41% of books in digital form. Oh, and that includes the people who don’t have an e-reader yet, which is nearly half of them. For those that have a Kindle or other e-reader, they read 66% of their books digitally.”
Al convegno in Cattolica dove sono andato sedeva accanto a me Gian Arturo Ferrari il quale sostiene che in buona sintesi che in Italia siamo sottosviluppati: si legge poco, leggono molto solo molto pochi, siamo in ritardo sulle tecnologie che quindi non adottiamo facilmente, la rivoluzione dell'ebook ci sarà di sicuro, ma la vedranno i nostri nipoti (anche se, essendo lui del 1944, dal punto della statistica demografica non manca poi molto). E comunque lui adesso è in pensione, quindi gli frega anche poco. Sul tavolo aveva un Kindle 2 e un iPad. Mi ha detto che preferisce l'iPad per la lettura al Kindle. Nell'iBook reader aveva caricati 1200 libri dei marchi libreschi del gruppo Mondadori (di cui lui è stato fino a pochi mesi fa a capo). Tutto quel catalogo che ancora non è diventato fruibile a noialtri comuni mortali.
Durante il convegno il rappresentante dell'associazione dei librai ha ribadito che nessuno parla della difficile situazione delle librerie, soprattutto le piccole e indipendenti come quelle per cui parla lui. E che siamo alla guerra dei poveri: siccome i piccoli editori indipendenti sono i primi ad essere saltati sul carro dell'ebook per varie ragioni tra le quali la riduzione dei costi e la pervasività nella distribuzione digitale, il conflitto sarà fra piccoli editori e piccole librerie.
Qualche settimana fa ho moderato un altro convegno, questa volta al Leoncavallo, con due gentili persone di mezz'età del movimento Sinistra Ecologia e Libertà (cioè Nichi Vendola) provenienti dal mondo del sindacato. Tema: alienazione del lavoro tramite nuove tecnologie. Fenomeni come digitalizzazione, globalizzazione etc. Era una sera non troppo fredda dell'inverno 2010 e il frame analitico per spiegare il cambiamento in atto era quello fornito dal filosofo di Treviri, Carl Marx. Ma non in senso di appartenenza a un movimento marxiano-comunista (che dopo quasi duecento anni ci potrebbe anche stare, visto che Marx nel Novecento lo hanno frullato in tutti i modi possibili e immaginabili), quanto nel senso del recupero pressoché letterale dei testi e delle glosse del Capitale e degli altri libri e articoli suoi. Esegesi del pensiero codificato. C'erano anche alcune gustose problematiche - che la platea di dieci persone ha osservato con l'occhio incantato del lama brucante che vede passare il jumbo nel cielo Ande) su cosa Marx avrebbe pensato delle tecnologie e dell'ambientalismo - esaurimento delle risorse del pianeta incluso - visto che l'Ottocento non portava questi ritagli.
Ecco perché divago. Si potrebbe pensare dell'uso di Marx per spiegare il digitale nel 2010: poco attuale o, soprattutto, poco efficace? Ma neanche per idea: un capolavoro di esegesi, se lo paragoniamo al dibattito sul futuro dell'editoria nel mondo digitale che vedo passare in questi mesi.
(disclamier: ho detto quanto precede per paradosso, infatti non ritengo in fede che le categorie marxiane e/o marxiste si applichino all'attuale situazione socio-economico-politica. Fine del disclaimer)
Certo che se gli editori pensano di cavalcare l'onda della rivoluzione degli ebook sulla pelle di noi lettori si sbagliano di grosso.
RispondiEliminaI costi sono ancora decisamente troppo alti, specialmente confrontandoli con quelli delle edizioni cartacee.
È impensabile che un'edizione digitale, che non ha costi di stampa, di distribuzione e la percentuale del povero libraio debba costare ancora così tanto.
Vogliono la botte piena, la moglie ubriaca e il portafogli imbottito.
Io vedrei bene una soluzione di noleggio/prestito. Cioè prendo in prestito il libro (magari non spendendo più di 5 euro) e ho un mese per leggerlo, dopo di che scade.
Nik
Vero! E penso anche io che la formula del libro a noleggio sia alquanto interessante. Telecom Italia con Biblet parla di un "palinsesto di libri" che vengono forniti con un canone mensile per trenta giorni...
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