3.3.24

Trump doesn't.

USANDO UNO DEI trucchi più vecchi del mondo, cioè l'innocenza dei bambini ai quali è concesso di fare tutte le domande e dire che il re è nudo, Garry B. Trudeau questa settimana riporta Doonesbury nel territorio politico per eccellenza degli Stati Uniti, cioè le presidenziali. E mentre mette in croce di fronte alla destra cristiana le incongruenze di Trump, si permette anche di tirare una piccola stilettata al tema dell'età: il "giovanile" Trump alla fine è solo tre anni più giovane dell'"anziano" Joe Biden, il Satana a cui fa cenno la madre (ah, le madri).

 

25.2.24

Trained?

COME OGNI DOMENICA anche questa volta Garry B. Trudeau ci regala un gambetto sulla cronaca e l'attualità contemporanea dal punto di vista degli Stati Uniti. Doonesbury affronta infatti il tema delle AI generative che occupano spazi prima lasciati al lavoro creativo di autori e sceneggiatori per la televisione e in prospettiva per il cinema (il motivo degli scioperi di qualche mese fa), tuttavia con un colpo di scena mette a segno anche un altro potenziale uso che molte persone in azienda vorrebbero: i doppioni che partecipano alle riunioni al posto della persona vera. 



18.2.24

Sadly, yes.

LA STORA AMERICANA e Donald Trump, l'eterno sovrapporsi e incrociarsi di differenti tempi e modi, tutto rivisto con lo sguardo e i valori di oggi. Che grande casino che sono gli Stati Uniti. Ce lo spiega ogni domenica Garry B. Trudeau con il suo, il nostro Doonesbury.



11.2.24

So what did you call yourself?

QUESTA DOMENICA DOONESBURY di Garry B. Trudeau è particolarmente infido e sottile nel suo gambetto. Da un lato tira una mazzata a due mani a Donald Trump e alla sua campagna, cioè al rischio che torni a essere presidente (rischio che si sta trasformando in una profezia auto-avverante), Dall'altro allunga una stilettata improvvisa e rapidissima a Joe Biden, che è nel momento della sua massima debolezza, messo in croce per la sua inadeguatezza mentale (se ci pensate, sembra di vedere gli attacchi a Bush Jr). È senile, Biden? O semplicemente inappropriato? (come Trudeau sembra lasciar intendere).



4.2.24

Nature, rebuking us.

DOMENICA DOMENICA DOMENICA. E quindi tempo di Doonesbury di Garry B. Trudeau. Che ci segnala qualcosa: non solo il mondo sta andando sempre più in vacca, ma è anche arrivato il momento di uscire dal letargo, dalla casa di cura dello spirito del covid, un monastero nel quale ci siamo rinchiusi. Ci attendono tempi durissimi, probabilmente Donald Trump e le tempeste quotidiane, ma oltre a questo è anche il momento di aprirsi di nuovo alla vita. O no?



28.1.24

Man, what a terribile hand!

TORNA COME OGNI domenica Doonesbury di Garry B. Trudeau. Che non solo ci mostra che tutti i suoi personaggi sono veramente tridimensionali (Roland Hedley è tutt'altro che ottuso, anzi!) ma adesso si comincia seriamente a preoccupare per Donald Trump. Tanto che gli dedica uno dei suoi rarissimi unti esclamativi alla fine di un baloon-chiave. Una rarità. E mette in marcia i suoi cronisti per raccontare le primarie. Oltre a dare, già che ci siamo, anche un piccolo "pizzicotto" a due vecchi democratici (e mostrarci un aspetto molto umano del lavoro di cronista).



21.1.24

I don't call! People call me!

POTREMMO DIRE CHE Doonsbury si mette i guantoni e si prepara ad andare alla guerra. Garry B. Trudeau questa domenica non ci va sottile per niente e comincia a pestare duro con Donald Trump. Ha ragione da vendere, anche se la lista delle osservazioni è la medesima di sempre (dalle bugie alle accuse di violenze sessuali sino alle accuse di truffa). Vediamo come andrà a finire.



14.1.24

I'm joking, sir.

COME OGNI DOMENICA torna Doonesbury di Garry B. Trudeau. Questa volta bello arrabbiato.



7.1.24

It was almost too easy.

COME TUTTE LE domeniche torna anche questa volta Garry B. Trudeau con il suo Doonesbury. Che, permettetemi, ancora una volta secondo me se la gioca di gambetto. La storia essoterica è quella di Walden, dei risultati sportivi, della capacità di B.D. di rivoltare la frittata e salvarsi a spese del preside del college. Serve anche a dare visibilità e, forse, il commiato a un personaggio secondario (il preside King) e a sua volta a sottolineare la storia dei personaggi di questa soap politica a fumetti. Ma in realtà ci potrebbe essere anche una lettura esoterica, riservata, segreta. Il gambetto, la forchetta che sostanzialmente dice a Joe Biden di non ricandidarsi per un secondo mandato. È troppo tardi, ovviamente, ma perché no? 



1.1.24

Buon anno a tutti i lettori di questo posto

IL MOMENTO DELL'ANNO in cui ci si fanno gli auguri perché di anno ne inizia un anno. E allora buona fine e miglior principio a tutti i lettori di questo posto! Ecco a voi il 2024!



31.12.23

An enchanted forest!

COME TUTTE LE domeniche, anche l'ultima domenica dell'anno, torna Garry B. Trudeau con il suo Doonesbury. Le generazioni vanno avanti, il tempo passa anche per la striscia che, secondo me, Trudeau vuol portare avanti in parallelo con la sua vita finché di vita ce n'è. E racconta una storia anche politica: cosa è razionale per la politica e cosa no. E che questa mancanza di razionalità non sia necessariamente figlia dell'ignoranza. Oppure sì, ma non in senso negativo. Perché i bimbi non sono creature ignoranti nel senso di grette e meschine, no?




24.12.23

Merry Christmas, master!

COME OGNI DOMENICA, anche quella della vigilia di Natale, torna Garry B. Trudeau con il suo Doonesbury. Che questa volta lega qualche vecchio filo grazie a Zonker e al suo maestro di surf, e soprattutto racconta a una società sempre più laica (e meno segretamente tale) le contraddizioni che la spiritualità sa far emergere riguardo alle religioni. E questa volta, sarà perché è quasi Natale, ma i disegni sono veramente molto belli.





17.12.23

Let's do this.

COME OGNI DOMENICA Garry B. Trudeau ci dà un angolo della politica e società americane piuttosto particolare. Questa volta il mondo di Doonesbury ruota attorno al paradosso, che serve a spiegare come funziona la macchina del fango, o meglio della caccia alle streghe contro Donald Trump, messa in piedi dai democratici e dalla Casa Bianca. Molto gustoso. Anche perché era un po' che non si vedeva il famoso disegno del portico della Casa Bianca che nel tempo ha costruito un modo diverso di far vedere e raccontare la politica americana. 



10.12.23

Me? I take candy.

TORNA COME OGNI domenica Garry B. Trudeau con il suo Doonesbury, che questa volta fa un altro pezzettino per mettere in scena il mondo delle frodi farmaceutiche e alimentari. Un teatrino divulgativo che serva a ricordare che, ad esempio, l'effetto placebo è semplicemente tale: un effetto placebo. Ci si cura con le medicine, non con la memoria dell'acqua.



3.12.23

No kidding.

TORNA COME OGNI domenica Garry. B. Trudeau. E c'è una coincidenza particolare.

Infatti, sono appena rientrato dagli Usa, dove tra le altre cose in una deliziosa libreria di volumi nuovi e usati a Boston ho comprato per tre dollari una vecchia raccolta di vignette di Doonesbury pubblicate alla fine degli anni Settanta. Una coincidenza perché sia questa tavola domenicale che uno dei fili della raccolta antologia che ho comprato a Brookline è una delle tre basi su cui poggia il lavoro di Trudeau. Si tratta di tre gambe che vengono usate da decenni: una battuta che faccia ridere per ogni tavola o per ogni strip (ci sono eccezioni, ma poche); un graffio alla società americana del momento; un pezzetto della soap opera con la storia della serie sterminata di personaggi della saga a fumetti di Doonesbury. La coincidenza che viene fuori più forte è proprio quest'ultima.

Come nel libretto che ho comprato la vita privata dei personaggi è il vero filo che unisce tutti, qui sotto accade la stessa cosa, quarant'anni dopo. Una bambina e poi donna giovanissima che è cresciuta e diventata madre, e i suoi due neonati che sono a loro volta cresciuti e cominciano a mostrare tratti sempre più formati della loro personalità. 

Cosa c'è di strano? Niente, se non fosse che è un unico per i fumetti sui quotidiani. È incredibile la capacità di Trudeau di calare, con coerenza e metodo, la vita dentro la sua opera. E di venir pagato da cinquant'anni per farlo.



26.11.23

Nothing personal. Just working the room.

TORNA COME OGNI domenica Doonesbury di Garry B. Trudeau. Leggerlo dalla gelida Philadelphia, patria dell'America costituzionale e brevemente sua capitale, fa una certa impressione, lo ammetto. 

Questa è una domenica speciale, non solo perché è quella che segue il giorno del Ringraziamento e quindi il Black Friday, ma perché si torna a parlare di Covid e soprattutto di vaccini, e di quel piccolo problema che tocca chi ritiene che la scienza sia politica, cioè opinabile, e il conseguente scontro con la realtà. 

Tra le altre cose, a guardare la regia di queste tavole domenicali, con un succedersi di campi lunghi, ravvicinate, silhouette e dettagli, si apprezza ancora di più il lavoro tecnico così "pulito" di Trudeau. Ed è molto piacevole e "scorrevole" il suo Mr. Covid, che si è evoluto (si fa per dire) dall'originario Mr. Butts, dopo aver già visto in passato Mr. Jay (marijuana), Mr. Dum Dum (la Nra), Mr Brewski (l'industria degli alcolici), Mr. Juuly (l'industria delle sigarette elettroniche, cioè Mr. Butts 2.0) e ovviamente Mr. Crow.