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19.6.09

In due parole...

STAVO CHIACCHIERANDO SERENAMENTE via mail con un mio amico. Le solite cose: lavoro, famiglia, figli, politica, Berlusconi, opposizione, elezioni, etc. Quelle piccole cose che messe tutte insieme chiamiamo vita, insomma. E lui a un tratto mi fulmina con questo:

...resta un punto di fondo (quello per cui per inciso due domeniche fa stavo per dare il voto ai radicali): noi viviamo in un paese in cui porca troia non si può fare niente che sia anche solo lontanamente progressista sui temi sociali ed etici perchè sembriamo una teocrazia islamica, tutti i politici parlano di famiglia e di dio, e poi invece vanno a troie e si strafanno di coca.... poi ci fanno stare attaccati 20 anni a un tubo oppure ci vogliono tre (3) anni per divorziare, oppure devi buttare i semi nel cesso, oppure se convivi non puoi passarti la pensione.
Ma andate affanculo

17.7.07

A cena fuori

SONO STATO A cena fuori. Ho mangiato bene, bevuto, mi sono divertito (non guidavo io, fortunatamente per i responsabili della cronaca del Corriere). Mi sono convinto di una cosa: il problema non è il narcisismo, è invece l'ipocrisia. Mia, per primo, ma vostra in primissima analisi. Cioè, siete degli ipocriti bastardi.

Poi, domattina mi passerà, ma adesso è una monolitica convinzione. Tenetela, come il discorso del pazzo del villaggio. Ve ne fregasse qualcosa.

14.7.07

Orgoglio MACity

TUTTE QUESTE PIPPE snob e con la puzza sotto il naso: mi avete proprio stufato. Vi ruga che l'iPhone sia esploso come una bomba atomica? Vi ruga quando il giocattolo non è per pochi eletti però voi potete solo annusarlo? Vi ruga perché il bastiancontrario da salotto dovete farlo di mestiere? Allora andate a farvi le pippe "ma i blog sono il senso della vita, o la vita è un blog?" o magari fatevi candidare da qualche parte. Tzé!



(Ogni tanto mi diverto a scrivere queste rantolate perché i legittimi destinatari sono così stupidi e pieni di sé che neanche se ne accorgono. Che ci volete fare, siamo noi fiorentinacci, con questo spirito un po' così. E comunque, se vi sentite chiamati in causa, è sempre la mamma che si è impadronita della tastiera – lei un blog suo non ce l'ha...)

13.2.04

Mi sono rotto i coglioni

CARO POSTO,

da ormai venti anni guido ogni giorno per ore in città. E posso dire senza tema di smentite una cosa: mi sono rotto i coglioni. Mi sono rotto i coglioni, per essere più precisi, di tutti i furgoni, furgoncini, camion e camioncini dietro ai quali finisco nelle code, e non posso neanche vedere cosa succede dopo. Mi sono rotto i coglioni di chi va piano, lento, lentissimo, si ferma a tre metri dalla prossima macchina, riparte dopo quindici secondi e se ne frega di chi sta dietro che tanto prenderà sicuramente il rosso. Mi sono rotto i coglioni di quelli con moto e motorini, che ti passano da tutte le parti e se li tocchi ti senti anche in colpa perché finiscono per terra e si fanno pure male. Mi sono rotto i coglioni delle Audi e delle Bmw, delle Mercedes e delle Golf che sono tutte aziendali o di qualche figlio di papà con l'azienda mentre io ancora non so come pagare il bollo l'anno prossimo. Mi sono rotto i coglioni delle strade e dei parcheggi, perché sono fatte male le prime e i secondi non esistono. Non ho il garage e bestemmio tutte le volte che devo spostare la macchina perché già mi immagino cosa succederà quando tornerò a casa. Mi sono rotto i coglioni dei vigili, vigilini e vigilesse: ti fermano quando gira a loro, ti fanno le multe per il minimo parcheggio fuori posto mentre tutto intorno la gente fa di brutto i cazzi suoi. E poi, quando ti fermano, li devi trattare come se fossero duchi e contesse, altrimenti si offendono e ti fanno due multe anziché una. Roba da duecento euro, che io li guadagno in una settimana e loro te li levano in due minuti. Mi sono rotto i coglioni di quella ipocrisia delle giornate col blocco delle macchine, delle marmitte catalitiche delle corsie preferenziali e delle zone ad accesso limitato. Tutte puttanate, non servono a niente e se uno ha l'appartamento in via Meravigli il minimo che si merita è una visita della Guardia di Finanza, mica il parcheggio riservato per i residenti. Mi sono anche rotto i coglioni di benzinai (ladri), meccanici (ladri), assicurazioni (ancora più ladri) e del sistema per cui avere la macchina è diventato un privilegio mentre i mezzi pubblici non funzionano (e scioperano pure) e intanto per cinquant'anni la Fiat ci ha guadagnato come i matti. Peggio di loro c'è solo Telecom e le banche. Mi sono rotto i coglioni, ma tutti i giorni devo andare avanti e indietro come un deficiente, portare mia moglie al supermercato, i due bambini a scuola e pensare pure di avere una vita, la pizza con gli amici e il cinema una volta al mese (solo film stranieri, mi sono rotto i coglioni pure delle puttanate italiote con De Sica e Boldi e dei film intellettuali dei soliti sfigati di sinistra). Mi sono rotto i coglioni, ma non c'è nessuno che mi stia a sentire: sono ancora lì che litigano sulla Cirami e sul triciclo. Il giorno delle elezioni la macchina non la muovo, perché mi sono rotto i coglioni: votino loro per chi gli pare, tanto poi fanno proprio così, come gli pare.

[lettera firmata]