14.7.24

What's up, nephew?

LE TAVOLE DOMENICALI (che per Doonesbury sono diventate l'unica forma di daily strip) venivano preparate in anticipo. Alle volte settimane se non mesi in anticipo, in maniera tale da non creare problemi nella filiera dei quotidiani sui quali vengono pubblicate. 

Garry B. Trudeau da decenni ha imparato a bilanciare la cronaca e la satira politica con l'attenzione a non farsi travolgere dalla cronaca, sia ignorandola che cercando di seguirla troppo da vicini. Ma poi ci sono i momenti in cui la storia irrompe. Il tentato omicidio, sventato da un colpo di vento, all'ex presidente che corre per tornare ad esserlo. E l'opportunismo estremo di Trump nel cavalcarlo: con un lampo geniale, nonostante la ferita e il terrore di un attentato bloccato da pochi attimi. Donald Trump ha la capacità di trasformare l'evento in palcoscenico e seguire il suo istinto mediatico per avere lo scatto perfetto, che passerà alla storia. 




Cosa resta a Trudeau?  Questa domenica è fuori, perché ha una tavola dedicata alla dipendenza da smartphone e alle stupidaggini che si riversano nei nostri canali comunicativi (incluso un velato riferimento sempre a Trump, vero chiodo fisso in questa fase politica per Trudeau). Fortunato, poteva essere qualcosa di pesante su Trump, che sarebbe diventato di cattivo gusto, se non a rischio di essere ritirato. Ma dovremo aspettare un bel po' prima che il polverone si poggi e si veda cosa ne pensa veramente Trudeau di tutto questo. 




Intanto, questo è il fine settimana che passerà alla storia come il fine settimana in cui Donald Trump ha vinto le elezioni.

 

7.7.24

Everyone does, Jimmy.

COME OGNI DOMENICA torna Doonesbury di Garry B. Trudeau. Con l'opportunità di vedere un altro spaccato della cultura popolare americana, i dissing (anzi, beef) tra star del rap. Non c'è Trump, per una volta. Ma vedrete che tornerà presto.