28.6.26

I'm on it, sir!

COME OGNI DOMENICA torna Doonesbury di Garry B. Trudeau. Che coglie l'occasione per rivelare un possibile aspetto del carattere di Donald Trump (il narcisismo e l'instabilità emotiva) legato alla scoperta di una nuova parola: l'esistenza della categoria delle "trumped-up charges". 

Qui il lavoro di Trudeau è come sempre incredibile na anche un po' furbetto. Il verbo frasale "to trump up" viene dal francese medioevale "tromper", ingannare, e fin dal XVII secolo significa sostanzialmente falsificare, contraffare. Quindi le "trumped-up charges" sono le accuse falsificate. E lo sono da alcuni secoli. 

C'è l'evidente omonimia che Trudeau sfrutta per prendere in giro Donald Trump, ma la realtà è diversa: Trump e i suoi legali ovviamente conoscono bene l'espressione idiomatica (è inglese "normale") e l'hanno anche usata più volte per difendere Trump in vari processi: un modo per dire che le accuse erano contraffatte e fatte apposta per attaccare lui.   

Trudeau è un autore geniale, lo sappiamo, e lo è fin negli aspetti più delicati. Come la figura di Trff, che un altro autore avrebbe fatto fuori quando il suo ruolo come dittatore di un piccolo stato era finito e invece è diventato un personaggio fondamentale, grazie ai suoi duetti con il comandante in capo, per svelare il carattere di Donald Trump. 

Tuttavia, il rapporto di Trudeau come autore politico con Trump come presidente ma anche precedentemente come persona, è accecato (con molte ragioni, certo, ma sempre accecato) da un odio viscerale che arriva a falsare il modo con il quale rappresentare la personalità del presidente americano. È un po' la "demonizzazione di sinistra" che è andata avanti per decenni nel dopoguerra italiano: personaggi politici del centro-destra assolutamente criticabili e criticati, erano rappresentati in modo eccessivo anche per i loro standard. Trasformando i suddetti personaggi in macchiette. Non bisogna dimenticare che alzando troppo il volume si azzera la vera capacità di critica e quindi cambia l'impatto sul pubblico. Detto in altre parole, gli fai un favore perché fai il suo gioco.   



21.6.26

From what?

UNA VECCHIA NOTIZIA di cronaca rimasta forse nel cassetto, uno sguardo a un trio che va avanti con la sua vita, un'altra pennellata a personaggi che in realtà sono universali. Questa domenica a Garry B. Trudeau basta una tavoletta degli antichi egizi ritrovata raccontata sui giornali per far andare avanti un settore della grande storia corale di Doonesbury. C'è l'eterna approssimazione e pigrizia, la mediocrità devo dire rinfrescante in questo mare di retorica del lavoro in cui essere brillanti a tutti i costi. L'AI potrà mai sostituire mai un grande narratore dei microfatti della vita?




14.6.26

Whoa!

COME OGNI DOMENICA torna Doonesbury di Garry B. Trudeau. Un altro episodio dedicato (SPOILER ALERT) al più grande cambiamento in corso in questo nostro tempo, nel quale anche Trudeau sta precipitando: l'AI. Questa volta per il cinema. Il fatto che sti arrivando in maniera così massiccia su Doonesbury, che è una sorta di canarino da miniera della politica e della società americana, con questioni importanti (razziale, di genere, inclusione, fumo, guerra eccetera) è indicativo dell'espansione di senso che l'AI sta avendo. 

Di solito una nuova tecnologia viene addomesticata dalla società, in questo caso sembra che stia accadendo il contrario e che sia la società a venir addomesticata dall'intelligenza artificiale.



7.6.26

He's not wrong

TORNA COME OGNI domenica Doonesbury di Garry B. Trudeau, anche quando sono in viaggio in Giappone. E, come ogni tanto succede ancora, tira il colpo del maestro. Il discorso del diploma di laurea, reso famoso al grande pubblico internazionale da Steve Jobs vent'anni fa con il suo "Stay Hungry, Stay Foolish", che ha inaugurato la stagione dei guru tech che ti spiegano la vita, oggi prende una svolta clamorosa. E dimostra ancora una volta che il cinismo e l'intelligenza spesso sono coinquilini.