17.5.05

Strane cose

TRA SABATO E domenica sono stato in tourné, come un cabarettista degli anni Ottanta. Prima in un posto vicino Savona, il comune di Quiliano, dove gli appassionati di Apple della Liguria hanno costruito il primo e più grande museo privato del Mac in Europa - e anche nel resto del mondo secondo me se la giocano. Da visitare, si chiama AllAboutApple Museum. (E qui c'è l'indirizzo)


(Il reportage fotografico della giornata è qui. Invece, sotto, due novelli Steve all'opera)




Poi un salto a Bologna, dopo aver dormito (e lavorato) a Finale Ligure. Là, in Emilia Romagna, c'era il MacDay organizzato da Tevak e dintorni. Pare che sia il decimo incontro del genere. Il fatto è che la sera, quando alla fine sono fortunosamente rientrato a Milano sulle ali di un Eurostar, ero un po' bollito e più di tanto non ricordo. Ma le sensazioni son rimaste e sono più o meno belle...

(ps: su questo sito la ricerca più popolare del mese dopo quella del mio nome [??] è "magnaccio manager download". Mah...)

Nuove dalla rete

DOPO L'ONDATA DELLA scorsa settimana, che è stata pari a una libecciata di forte intesità e ha tirato giù la maggior parte dei siti dediti allo spaccio di film e telefilm online tramite BitTorrent, adesso l'International Herald Tribune si dedica a PirateBay, il sito svedese che è il paradiso degli scambisti ovvero il peggior incubo della Mpaa e dei suoi associati...

Loro sono quelli che a suo tempo, a una lettera minatoria di una casa cinematografica, risposero: "ragazzi, la Svezia non è uno stato degli Usa. Quindi, rompete meno le scatole e fatevi i fatti vostri". Erano giovani, allora, e parecchio guasconi. Oggi, di più.

13.5.05

La Confcommercio s'incacchia

NON E' IL titolo di uno di quei film "noir" ambientati a Milano negli anni Settanta. E' il risultato di quello che viene desunto da Confconmmercio dai dati Istat del Paese, per come lo scrive il Corriere della Sera:

I commercianti: niente contratti, consumi giù

Le cifre dell'analisi: se fossero stati rinnovati i contratti scaduti ci sarebbe stata una crescita dell'1,4% della domanda interna

ROMA - Pochi soldi in tasca e consumi a picco. Lo dimostrano anche gli ultimi dati Istat sul Pil. Lo confermano le cifre dell'analisi dell'Ufficio studi di Confcommercio. L'Italia soffre per una debolezza dei redditi motivata anche dai ritardi nel rinnovo dei contratti, sostiene il presidente Sergio Billè presentando i dati. Se i tanti contratti scaduti da tempo, come quello degli statatli, fossero stati rinnovati (a un tasso del 4,5% come ipotizzato dal governo per il pubblico impiego) l'effetto sarebbe stato una spesa di 4,4 miliardi per l'acquisto di beni e servizi. Sarebbero insomma aumentati i consumi, con notevole beneficio per l'economia italiana. I consumi delle famiglie sarebbero cioè cresciuti dell'1,4% mentre Confcommercio stima un andamento debole, con un aumento della domanda dello 0,3%.


Poi Montezemolo dice che siamo in piena recessione, poi Benedetto XVI inizia la beatificazione di Giovanni Paolo II, poi Pisanu dice che la metà dei reati nelle città sono commessi da extracomunitari, poi Cofferati sembra di destra la sera a Ottoemezzo, poi Valentino Rossi dice che nel 2007 correrà in Formula Uno, magari con la Ferrari. Poi Fini si arrabbia perché si sussurra che avesse una storia con un altro ministro della Repubblica, vale a dire la Prestigiacomo. Poi Luca Sofri dice finalmente una cosa di sinistra (ringrazia quelli che hanno linkato il suo blog, Wittgenstein). Poi? Io andrei in vacanza per una ventina d'anni, quasi quasi...

SpotScout

SU LIBERO BLOG, il sito che prende dalla rete per dare alla rete, c'è un post interessante. Si tratta dei soliti americani che per trovare parcheggio hanno cercato di costruire - ovviamente la cosa è commerciale - una community spontanea di tizi che, nella migliore tradizione dei giochi win-win e dei movimenti spontanei bottom-up - massimizzano il bisogno attraverso la collaborazione con piattaforme software aperte e l'uso di strumenti di mobilità "smart-mob".

In pratica, l'impatto di SpotScout è anche positivo in una ottica ambientale, se si considera che trovare prima parcheggio - con un sistema d'asta stile eBay ma mediato dalle tecnologie mobili - consente di razionalizzare il consumo di benzina. Il sistema è attivo a Boston e New York.

Meglio del car-sharing, questi ragazzi stanno dicendo cose di sinistra e più che a quel reazionario di Cofferati - che governa col pugno di ferro Bologna vietando ai giovani di bere il birrino la sera nelle strade del centro - dovrebbe essere proposto a Veltroni che con tanta lungimiranza valuta le opzioni per il futuro della Capitale, dove si radunano festanti le folle il primo maggio per il concerto di Claudio Bisio e Giovanni Floris e bevono tutti i birrini che gli pare, anzi fanno pure le salsicce alla graticola portatile.

Tutto mobile, tutto ecosostenibile, tutto creativo, tutto smart, tutto di sinistra.

11.5.05

La fantasia al potere

RIPRENDO MASSIMO MANTELLINI, che segnala in un suo post una storia interessante, per chi ha passione per le cose del giornalismo. Scrive Mantellini (lo riprendo integralmente):

Wired News ha incaricato un professore della NY University di controllare gli articoli scritti per la rivista da Michelle Delio, giornalista da molti anni collaboratrice della rivista. Questo dopo che MIT Technology Review Online e altri giornali avevano ritirato alcuni articoli della Delio poiche' alcune fonti citate non erano state confermate. Di circa 160 articoli scritti da Delio su Wired nel 2004 quattro di questi sembra abbiano fonti predominanti che non e' stato possibile confermare. Terminata l'analisi Wired ha sparato i risultati in prima pagina.


(Michelle Delio)


Leggo spessissimo Wired e ho apprezzato nel tempo la qualità degli articoli di Michelle Delio - una volta si chiamava Finley - ma adesso mi sembra che le stiano per fare un mazzo quadrato... Inoltre, oltre a sparare i risultati in prima pagina, Wired ha stabilito una nuova politica interessante, che Mantellini non cita: In addition, Wired News will now require freelance reporters to submit contact information for all named sources. Also, anonymous sources will be used only with appropriate justification.

Infine, Wired chiede ai lettori che sappiano qualcosa delle storie in questione, di farsi avanti e dire tutto. Cosicché si possano glossare gli articoli (che non vengono ritirati ma semplicemente "annotati") che ancora non hanno problemi o che invece li hanno.

Un commento: mi sembra straordinario che su 160 articoli solo 24 abbiano problemi con le fonti e addirittura solo quattro in maniera sostanziale. Problemi, poi, che sarebbero quasi peccatucci veniali, rispetto per esempio ad altri tipi di violazioni deontologiche tipo "notizie in co-marketing" e via dicendo. Strano, intendo dire, in rapporto a un qualunque giornale che potete trovare nelle edicole italiane oggi, domani o qualsiasi altro giorno.

E poi mi chiedo: quale autorevole scuola di giornalismo potrebbe fare il lavoro di revisione di un qualunque autorevole collega giornalista dalle nostre parti? Forse anziché una scuola potrebbe pensarci l'Ordine regionale o nazionale?

La tempesta di sabbia

VISTO CHE SIAMO ancora in tema di egiziani, e visto che molti di noi (me compreso) non hanno mai visto una tempesta di sabbia, mi pare il caso presentare questa. E' sconvolgente, a ben guardare...

Volti antichi

DA APPASSIONATO DI cose egizie, non posso fare a meno di segnalare che è stato ricostruito il volto del faraone-ragazzino, Tutankamon. Hanno utilizzato la Tac (tomografia assiale computerizzata) e un sacco di Photoshop, a quanto pare. Ma i risultati sono quelli dell'immagine qui sotto.

10.5.05

Spigolature

LEGGO CHE IL creatore di BitTorrent, il più efficiente software attualmente in circolazione per scambiare video e implicitamente per devastare il mercato cine-televisivo, è affetto dalla sindrome di Asperger, una forma di autismo che - in contrasto ai neurotipici (cioè i "normali") - cambia alcuni tratti della personalità e del modo di relazionarsi.

Qui c'è l'intervista tutta orientata ad approfondire gli effetti della sindrome nella sua vita che, come programmatore e creativo, bisogna ammettere che è stata decisamente di successo, sino ad ora.



La cosa buffa è che apprendo di tutto ciò, pur essendomi già occupato varie volte in passato di BitTorrent e di Bram Cohen, proprio quando Apple rilascia una versione più aggiornata di iTunes, il software per la gestione della musica e per il negozio musicale di maggior successo del pianeta, che incorpora le prime, rudimentali funzionalità video. E che lascia pensare alcuni che l'iTunes Video Store sia più vicino...

8.5.05

Consigli a un giovane stressato

MI DICONO, TI devi rilassare, pensare meno. Ok, rispondo, lo farò. Staccherò il cervello, manderò la mente all'ammasso, finalmente anche io quando si chiede: "a che cosa stai pensando", potrò rispondere "a niente..."

Ecco, alcuni piccoli segreti distillati negli ultimi due giorni per rilassarsi, pensare meno.

- Andare a letto tardi, svegliarsi presto e non prendere neanche un caffè in tutto il giorno. I sensi si ottundono e pensare diventa più difficile.

- Guardare tanta tv: Maria de Filippi, Pippo Baudo (se c'è), Maurizio Costanzo, Gad Lerner... Cose così, insomma.

- Leggere posta elettronica, navigare, feed rss, chat, sms, telefonate a tutto spiano: più spesso si cambia argomento meno tempo ha la mente per divagare.

- Lavoro, lavoro, lavoro. Ma senza astio, odio o invidie. Solo lavoro. Perché la dignità del lavoro nobilita, lo dice anche la Costituzione (almeno, per adesso c'è scritto, domani non si sa...).

- Praticare la mortificazione della carne per raggiungere l'ascesi dello spirito. Lo dicevano i saggi della patristica, lo diceva Sant'Agostino, perché non potremmo dirlo anche noi?

- Ricominciare a leggere i giornali. Almeno tre-quattro al giorno. Anche cinque o sei.

- Smettere di pensare che il suo silenzio sia assordante. Potrebbe anche parlare, e sarebbe peggio.

- Non parlar mai male di nessuno con nessun altro. Regola di vita sempre buona, probabilmente vale anche qui.

- Alternare la lettura di Piperno a Faletti. Peccato che non abbiano una produzione letteraria sufficientemente ampia. Ma col tempo probabilmente crescerà ancora.

- Concentrarsi ogni sera sulla propria giornata e valutarla con il criterio del bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto, oltre a quello della coperta troppo corta. Una volta alla settimana approfondire il tema della corsa tra la tartaruga e Achille pie' veloce.

- Se proprio non serve a niente, entrare nel primo Euronics e comprarsi una Playstation2 e almeno cinque giochi, di cui due di corse, uno di combattimento e due sparatutto in soggettiva. Non dimenticare la memory card, perché non è inclusa nella confezione.

- Alle brutte, iscriversi alla facoltà di Lettere e Filosofia. Indirizzo archeologico.

Infine, per quelli che proprio non riescono a stare senza pensare, mi hanno consigliato anche l'arma finale: tenere un blog. Dice che aiuta più che la cannabis in dosi industriali. Tanto lei non lo leggerà mai e soprattutto non vi scriverà mai nei commenti.

5.5.05

A new Mac Renaissance?

COSI' ALMENO LA pensa uno dei giovani giornalisti-blogger della sfera Apple.

Oltretutto, essendo il centenario della teoria della relatività, una immagine e la poesia pubblicitaria a lui dedicata.



Here’s to the crazy ones.

The misfits.

The rebels.

The troublemakers.

The round pegs in the square holes.

The ones who see things differently.

They’re not fond of rules.

And they have no respect for the status quo.

You can praise them, disagree with them, quote them,

disbelieve them, glorify or vilify them.

About the only thing you can’t do is ignore them.

Because they change things.

They invent. They imagine. They heal.

They explore. They create. They inspire.

They push the human race forward.

Maybe they have to be crazy.

How else can you stare at an empty canvas and see a work of art?
Or sit in silence and hear a song that’s never been written?
Or gaze at a red planet and see a laboratory on wheels?

We make tools for these kinds of people.

While some see them as the crazy ones,
we see genius.

Because the people who are crazy enough to think
they can change the world, are the ones who do.

4.5.05

L'ombelico del mondo

COME DICEVAMO QUALCHE post fa, ho preso è installato Tiger, questa nuova e miracolosa versione del sistema operativo di Apple. Stabile - anche se ogni tanto un po' si imbizzarrisce e pare quasi cerchi di scuotermi da cavallo - è stabile. Cose nuove e gustose ce ne sono. Una su tutte, però, mi ha colpito. E' anche quella per la quale da vari mesi ho le maggiori aspettative. Spotlight.

Il sistema per indicizzare e ritrovare tutto quel che c'è sul disco interno del computer - come peraltro pare faccia Google Desktop - funziona proprio bene. Ma ha un valore aggiunto rispetto a Google Desktop: è integrato nel sistema operativo. Questo vuol dire che funziona in tutte le applicazioni che hanno funzioni di ricerca. E la ricerca effettuata può essere salvata come cartella "smart" Il risultato?

In quattro giorni ho completamente cambiato il modo di lavorare con la posta elettronica. Ho creato una cartella "smart" che ho chiamato oggi che è popolata da tutta la posta arrivata o partita oggi e quella modificata oggi. Con l'esclusione dello spam. E uso sempre quella. Stupidaggine? Per uno che ha otto account di posta elettronica e macina un centinaio di messaggi tra entrata e uscita al giorno mica tanto...

Dio c'è

NEGLI STATI UNITI hanno messo in vendita una maglietta - si prende qui e costa 18,99 dollari tasse escluse - che aiuta a capire la potenza dei mezzi informatici messi sul mercato da Bill Gates e dai suoi accoliti...

Bill Gates is stuck using a Dell running Windows XP and listening to Napster To Go on an iRiver. There is a God."

Hanno ucciso Star Trek

ERA L'ORA, DICE lo scrittore di fantascienza Orson Scott Card in un articolo sul Los Angeles Times. La fantascienza in trent'anni ha fatto parecchia strada e noi non possiamo continuare a vedere sempre l'equivalente di I Love Lucy per tutta la vita.

Ecco, Enterprise (l'ultima incarnazione di Star Trek) è stata chiusa e Card ha tirato il sasso: la fantascienza è cambiata, uccidiamo i padri e conquistiamo il mondo da soli.

3.5.05

La parola definitiva sul caso Neri

OK, QUANDO SI impegna è anche bravo (come tutti quelli brillanti a scuola ma con un sacco di altri interessi e che non si applicano mai, che i professori però amano sempre più di noialtri) e quindi lascio a Luca Sofri la parola definitiva sul caso Gianluca Neri (quello che ha sveltao igli omissis americani nel rapporto Calipari e ha chiamato Guia Soncini per sapere se pubblicando il testo integrale sarebbe stato perseguibile) e, insomma, tutto il resto. Si legge qui.

In questo momento - via chat, come al solito - Gianlucaneri mi sta dicendo che ha una troupe in casa e che ha precettato sua madre a rispondere al telefono e suo fratello a gestire il server sommerso dagli accessi: e che poi mi racconterà di come nelle ultime 36 ore la sua vita sia diventata quella di Matthew Broderick in Wargames. Per ora so che l'ha chiamato la Farnesina per sapere come aveva fatto - così per darvi un'idea di come stiamo messi - e lui ha spiegato “Menu Modifica: Seleziona tutto, e poi Copia…”.
“Dall'altra parte del telefono sentivo degli 'oooooh' di meraviglia”.


(Anche solo a citare Guia Soncini la sintassi si scuote e nascono incisi e parentetiche ovunque. Che sia una cosa infettiva?)

1.5.05

Si parlava di nuove forme di giornalismo...

Sul sito Slashdot (in inglese, mia la traduzione) c'è una notizia interessante: CmdrTaco pubblica - nella serie delle "notizie che odiamo quando succedono" - quanto segnalato da cyclop: Lo scorso marzo le truppe statunitensi in Irak uccisero in una sparatoria Nicola Calipari, agente dei servizi italiani che aveva appena salvato la giornalista Giuliana Sgrena. La commissione americana sull'incidente ha prodotto un rapporto la cui versione pubblica è stata censurata per più di un terzo. Adesso la stampa italiana riporta che tutte le informazioni confidenziali del rapporto sono disponibili per il pubblico, basta copiare il testo "nascosto" del Pdf e incollarlo in un word processor. Il rapporto senza censure adesso può essere scaricato direttamente (il maledetto formato Doc, spiacenti).

Ecco, solo per aggiungere che la notizia l'ha trovata stamattina Gianluca Neri, alias Macchianera. Sul suo blog. Tra l'altro, i giornali online italiani non attribuivano la notizia alla fonte, cioè Macchianera. C'è voluta l'Apcom di Antonio Calabrò per farci sapere la notizia nella sua intierezza. Questo è il problema, in fondo: siccome mi capita di leggere spesso Macchianera, per me lettore di Repubblica o del Corriere è quasi più importante sapere che sia lui la fonte che non la storia contenuta negli omissis del rapporto. E questo né Repubblica né il Corriere me lo hanno detto. Cattiva informazione?

Ps: un dubbio mattutino sul contenuto del rapporto e sugli effetti "politici". Ma non è che alla fine di questa vicenda le conseguenze più pesanti le patiranno non i soldati che hanno sparato al posto di controllo volante ma quelli che hanno sbagliato col Pdf?

Giornalisti: dal precariato alla disoccupazione strutturale?

IN QUESTA EPOCA un po' confusa si cerca di rispondere alle contraddizioni sistemiche con delle soluzioni personali, quindi perdonate se la cosa la vedo dalla prospettiva del mio ombelico. Ma il punto è questo: dopo quindici anni di conclamata "crisi" del giornalismo e del mercato editoriale - nel nostro Paese come in altri - e soprattutto dopo la "volata" della New Economy, che predicava la fine dei modelli tradizionali a favore delle tecnologie informatiche di comunicazione, adesso sta arrivando qualcosa di nuovo.

L'aria di crisi strutturale per chi si occupa di fare informazione si sta condensando e prendendo la forma di un modello completamente nuovo. Ci sono i nuovi media - quelli elettronici - che svisano l'attenzione del pubblico tradizionale, c'è una nuova leva di consumatori di informazione, ma c'è anche un nuovo modo di comunicare direttamente da parte di aziende e soggetti vari che disintermediano (cioè levano i giornalisti dalle scatole) il loro rapporto con il pubblico. E anche l'affermarsi di modelli di informazione ibridata con il commercio, l'infotainment e via dicendo.



Se l'evoluzione tecnologia, economica e sociale (il cui grado di importanza è ordinato in modo crescente, a mio avviso) preme e la sua pressione si avverte sempre più - qui c'è la mia visione ombelicale di precario destinato alla disoccupazione - la novità del momento è l'apertura negli Stati Uniti di un dibattito sul tema. Probabilmente dettato anche dall'impegno che l'attuale amministrazione Bush sta mettendo verso la comunicazione, pari a nessun precedente sforzo di altre amministrazioni.

Se ne percepiscono piccole ma interessanti tracce sulla rete, oppure importanti segnali come questo articolo con annessa intervista di Robert Murdoch (ehi, telespettatori di Sky, stiamo parlando del Boss) in cui ci si chiede se i vecchi giornali abbiano ancora senso.

Ricordo (con affetto) un collega all'epoca precario di Repubblica a Firenze che, fintanto che ho lavorato in una redazione radiofonica per quanto "amica", non mi ha mai dato completo credito come "collega". Il passaggio al quotidiano, perquanto "avversario" sia politicamente che nella competizione verso il mercato dei lettori, mi ha improvvisamente elevato ai suoi occhi allo status di "collega", con annesse confidenze e rinnovata stima. Adesso, l'essere sempre precario ma in una redazione nazionale di un altro quotidiano mi rende, le poche volte che ci incontriamo a Firenze, un gaudente e fortunato collega, immerso nel bel mondo milanese. Lui, tra parentesi, da alcuni anni è stato anche assunto. Il suo, comunque, è lo spirito del giornalista duro e puro, che può solo lavorare in certi modi e a certe condizioni: in un quotidiano, nella cronaca, con metodi affermati per quasi cento anni.

Torniamo a noi, all'oggi. La perdita di contatto della stampa convenzionale rispetto ai propri lettori è cosa che pre-data l'avvento di Internet e la New Economy. Adesso, con la nascita di questa seconda generazione basata sulla larga banda - passaggio fondamentale in quanto Internet è una infrastruttura abilitante e la banda larga abilita modalità di fruizione dei contenuti impossibili con la banda convezionale come il modem: provateci a scaricare un film da 1 GB... - stanno cambiando molte cose. Una tra tutte, io rischio di passare dal precariato alla disoccupazione strutturale e a vita.