QUANDO C'E' UNO sciopero, di solito è una gran rottura di scatole. Soprattutto se riguarda, come ben sappiamo in Italia, i trasporti. Anche all'estero. Solo che li ce ne sono meno, molti meno. Per questo servono a qualcosa, alle volte.
Dopo quello della metropolitana di New York, lungo, tosto e supportato dal fondo istituito dai lavoratori per evitare il fallimento economico degli scioperanti, oggi pomeriggio parte quello della metropolitana di Londra. La città è congestionata di suo, lo sciopero la paralizza sino al pomeriggio di domani, quando ci dovrebbe essere la Parata per l'anno nuovo. In sostanza, tra veglione, feste di piazza per sentire i rintocchi del Big Ben e parata, sarà una rottura di scatole mostruosa per chi vive o festeggia lì.
Che bastardi, questi scioperanti, vero? Peccato che lo scopo dello sciopero, di cui da noi si abusa e si inventano forme fantasiose come lo sciopero bianco e i divieti per categoria o le giornate protette (o addirittura lo sciopero con lo stipendio garantito), abbia proprio questo scopo. Rompere le scatole. E' una negoziazione estrema tra chi ha i soldi e chi ha le braccia. Da una parte non vogliono dare i soldi? Dall'altra non si daranno le braccia. Ricordiamocelo, la prossima volta che c'è uno sciopero, facendoci due domande: è uno sciopero necessario? E' uno sciopero che fa male?
Se entrambe le risposte sono positive, allora va bene, perché come dice Dan Kirkby, uno degli organizzatori dello sciopero della metropolitana di Londra: "We've had to try and put maximum pressure on London Underground to concentrate their minds. And if New Year's Eve won't concentrate their minds we're going to have to look in the New Year to stepping up the action."
Lo sciopero è un diritto, deve creare disagi e non bisogna abusarne. Facile, no?
31.12.05
Eccoci, ci risiamo, è di nuovo il 31 dicembre...
INTANTO, BUON COMPLEANNO a me. Vorrei poi farvi sapere che con la fine di quest'anno ho stabilito un piccolo record personale. A questo giro, infatti, sono passati due mesi e mezzo da quando ho acceso per l'ultima volta la televisione. Insomma, sono dieci settimane che non accendo la tv. Guardo le cose in rete, sul computer, la radio, la musica, tutto quello che volete, ma non accendo la tv da dieci settimane. E cercheremo di doppiare questo numero.
Perché? Beh, ogni tanto si fanno le pulizie, no? Igiene mentale, forse. Chiamiamola come vogliamo, insomma. Ma io con la tv spenta ho scoperto una cosa incredibile: ho due ore in più al giorno. E, sapete cosa? Io quelle due ore dormo. Sto benissimo!
Ah, come al solito: auguri di buon anno, di cuore.
Perché? Beh, ogni tanto si fanno le pulizie, no? Igiene mentale, forse. Chiamiamola come vogliamo, insomma. Ma io con la tv spenta ho scoperto una cosa incredibile: ho due ore in più al giorno. E, sapete cosa? Io quelle due ore dormo. Sto benissimo!
Ah, come al solito: auguri di buon anno, di cuore.
30.12.05
Dai retta a babbo, bischero
ALLA FINE, PIACE dirlo, avevo ragione io. L'autorevolissimo (e praticamente definitivo) settimanale statunitense Time ha indicato tra le altre cose i migliori telefilm del 2005. Indovinate il primo? Battlestar Galactica. Motivazione? Most of you probably think this entry has got to be a joke. The rest of you have actually watched the show. Adapted from a cheesy '70s Star Wars clone of the same name, Galactica (returning in January) is a ripping sci-fi allegory of the war on terror, complete with religious fundamentalists (here, genocidal robots called Cylons), sleeper cells, civil-liberties crackdowns and even a prisoner-torture scandal.
A me era piaciuto tanto. Qui il resto della lista (ma si sa che arrivare secondi oppure ultimi praticamente è la stessa cosa...). Tra l'altro, intanto che siamo in pausa tra la prima e la seconda metà della stagione, sull'iTunes Music Store sezione video Usa di Apple hanno messo uno speciale di mezz'ora dedicato alla serie. Gratis.
Ah, e poi in questi giorni la Bbc ha appena trasmesso l'episodio speciale di un'ora di un altro significativo pezzo di storia contemporanea della televisione: il nuovo Doctor Who...
29.12.05
Caro Babbo Natale
QUEST'ANNO HAI portato - come sempre - dei doni graditi: un golfino di cachemire che serve sempre ("è sottile e va anche sotto le giacche"), una camicia azzurra ("adesso che lavori anche alla Rai, oltre che per Il Sole 24 Ore e il Corriere della Sera, vorrai mica andare vestito ancora come uno studentello? Adesso sei a progetto, ragazzo, mica scherzi!") una cuffia per la notte ("così ti proteggi la pelata e ti tieni al caldo i seni nasali, che poi sennò ti viene la sinusite") e tanto affetto da tutti i familiari a me tanto cari.
Nel contempo, per integrare la razione di "instant gratification" che le festività pagane del Natale vogliono tradizionalmente dare a tutti i bravi consumatori, oltre a Fastweb ho pensato di sperimentare il noleggio sponsorizzato da Trenitalia di una Smart a ben 27 euro (curiosamente, 28,60 al momento del pagamento, ma sono quisquilie). Non poca cosa per chi, come me, ha scelto di non avere la macchina. E vorrei anche pubblicamente ringraziare le tre importanti aziende di cui sopra per avermi aiutato fermamente a non comprarla, evitandomi la tentazione di una busta paga che avrei probabilmente convertito in vizioso finanziamento e lascivo accumulo previdenziale per gli anni della vecchiaia. Comunque, caro Babbo Natale, non è per questo che ti scrivo.
Il fatto è, invece, che quella carognetta di tuo cognato, il Grande Zot, non appena ha visto che mi stavo noleggiando questa benedetta Smart per 48-ore-48 di "solitaria libidine", ha provocato una tormenta di neve epocale che ha investito tutto il nord e centro Italia. Sono certo che abbia punito quasi 35 milioni di italiani solo per colpire me (chi potrebbe affermare il contrario?), tuttavia l'esperimento del potente cognato non mi ha demoralizzato. Siamo fatti di ben altra tempra, noialtri giovanotti di provincia. Così, oggi ho pensato: bella l'idea del noleggio promozionale se prendi l'Eurostar. Chissà se funziona anche con i biglietti di qualche giorno prima. Ho chiamato il (costoso) numero a disposizione della clientela e ho chiesto. Con voce dispiaciuta la collaboratrice a progetto del call center in outsourcing di Sixt mi ha detto che purtroppo non si può, serve il biglietto fresco di giornata, come l'uovo del contadino. Allora, ci ho pensato trenta secondi e ho richiamato, certo di beccare un'altra collaboratrice a progetto dell'infinito stuolo che popola il palazzone del call center, e ho prenotato lo stesso.
Poi, con un minimo di anticipo, visto che bisogna andare alla Stazione Centrale presso il Club Eurostar (sorta di lounge del Ventennio, improbabile set di qualche film su Galeazzo Ciano con la Svastica sul Sole), mi sono preso cinque minuti per fare un rapido tour lungo uno dei binari dove arrivano gli Eurostar. Miracolo: qualche passeggero aveva mollato addirittura sul marciapiede (non c'è stato bisogno neanche di frugare nei cestini dei rifiuti) un appropriato biglietto. L'ho preso e cinque minuti dopo la collaboratrice a progetto (ex co-co-co) che studia fotografia ed ha appena compiuto diciott'anni mi ha accompagnato al noleggio: biglietto e prenotazione telefonica c'erano, lo stagionale del garage mi ha consegnato la macchina, che vuoi di più dalla vita?
Così, stasera, ho parcheggiato di nuovo una Smart di Sixt-Trenitalia dietro casa dopo averne riconsegnata un'altra stamattina. E' lo stesso modello ma una diversa vettura: il motore è un pelo più brillante, la tappezzeria più pulita, mancava il giubbottino giallo (me lo sono fatto dare, sai mai che poi me lo addebitavano) ma il portellone posteriore non resta aperto e le stazioni pre-registrate dell'autoradio non coincidono (non c'è la Rai, maledetti!). Ah, e il noleggio in 48 ore è aumentato da 27 euro (28,60) a 30,60 euro. Mi hanno detto che adesso c'è su anche la tassa di circolazione. Si sono bloccati altri 250 euro del plafond della mia carta di credito, "per sicurezza". Son cose...
Caro Babbo Natale, volevo solo dirti che tuo cognato il Grande Zot mi ha spinto a delinquere. Ecco, ora ha la palla lui. Cosa progetta questa volta: l'alluvione della Pianura padana?
Ti saluto con affetto e ti aspetto l'anno prossimo. Te, so che ci sarai. Io, come sempre, lo spero.
Una maschia stretta di mano,
Il Posto di Antonio
Nel contempo, per integrare la razione di "instant gratification" che le festività pagane del Natale vogliono tradizionalmente dare a tutti i bravi consumatori, oltre a Fastweb ho pensato di sperimentare il noleggio sponsorizzato da Trenitalia di una Smart a ben 27 euro (curiosamente, 28,60 al momento del pagamento, ma sono quisquilie). Non poca cosa per chi, come me, ha scelto di non avere la macchina. E vorrei anche pubblicamente ringraziare le tre importanti aziende di cui sopra per avermi aiutato fermamente a non comprarla, evitandomi la tentazione di una busta paga che avrei probabilmente convertito in vizioso finanziamento e lascivo accumulo previdenziale per gli anni della vecchiaia. Comunque, caro Babbo Natale, non è per questo che ti scrivo.
Il fatto è, invece, che quella carognetta di tuo cognato, il Grande Zot, non appena ha visto che mi stavo noleggiando questa benedetta Smart per 48-ore-48 di "solitaria libidine", ha provocato una tormenta di neve epocale che ha investito tutto il nord e centro Italia. Sono certo che abbia punito quasi 35 milioni di italiani solo per colpire me (chi potrebbe affermare il contrario?), tuttavia l'esperimento del potente cognato non mi ha demoralizzato. Siamo fatti di ben altra tempra, noialtri giovanotti di provincia. Così, oggi ho pensato: bella l'idea del noleggio promozionale se prendi l'Eurostar. Chissà se funziona anche con i biglietti di qualche giorno prima. Ho chiamato il (costoso) numero a disposizione della clientela e ho chiesto. Con voce dispiaciuta la collaboratrice a progetto del call center in outsourcing di Sixt mi ha detto che purtroppo non si può, serve il biglietto fresco di giornata, come l'uovo del contadino. Allora, ci ho pensato trenta secondi e ho richiamato, certo di beccare un'altra collaboratrice a progetto dell'infinito stuolo che popola il palazzone del call center, e ho prenotato lo stesso.
Poi, con un minimo di anticipo, visto che bisogna andare alla Stazione Centrale presso il Club Eurostar (sorta di lounge del Ventennio, improbabile set di qualche film su Galeazzo Ciano con la Svastica sul Sole), mi sono preso cinque minuti per fare un rapido tour lungo uno dei binari dove arrivano gli Eurostar. Miracolo: qualche passeggero aveva mollato addirittura sul marciapiede (non c'è stato bisogno neanche di frugare nei cestini dei rifiuti) un appropriato biglietto. L'ho preso e cinque minuti dopo la collaboratrice a progetto (ex co-co-co) che studia fotografia ed ha appena compiuto diciott'anni mi ha accompagnato al noleggio: biglietto e prenotazione telefonica c'erano, lo stagionale del garage mi ha consegnato la macchina, che vuoi di più dalla vita?
Così, stasera, ho parcheggiato di nuovo una Smart di Sixt-Trenitalia dietro casa dopo averne riconsegnata un'altra stamattina. E' lo stesso modello ma una diversa vettura: il motore è un pelo più brillante, la tappezzeria più pulita, mancava il giubbottino giallo (me lo sono fatto dare, sai mai che poi me lo addebitavano) ma il portellone posteriore non resta aperto e le stazioni pre-registrate dell'autoradio non coincidono (non c'è la Rai, maledetti!). Ah, e il noleggio in 48 ore è aumentato da 27 euro (28,60) a 30,60 euro. Mi hanno detto che adesso c'è su anche la tassa di circolazione. Si sono bloccati altri 250 euro del plafond della mia carta di credito, "per sicurezza". Son cose...
Caro Babbo Natale, volevo solo dirti che tuo cognato il Grande Zot mi ha spinto a delinquere. Ecco, ora ha la palla lui. Cosa progetta questa volta: l'alluvione della Pianura padana?
Ti saluto con affetto e ti aspetto l'anno prossimo. Te, so che ci sarai. Io, come sempre, lo spero.
Una maschia stretta di mano,
Il Posto di Antonio
28.12.05
Il Grande Zot
ECCO, UNO NON fa in tempo ad affittare una macchina mica perché deve andare da qualche parte: solo per il piacere di guidarla un paio di giorni, fare qualche giratina. E subito arriva il Grande Zot che fa nevicare... Ma è possibile? Secondo voi, posso fare causa a Trenitalia?
Instant gratification
EBBENE SI', HO ceduto alle lusinghe di Trenitalia. Nonostante un servizio medio che paragonarlo a quello del Burundi vuol dire fargli un complimento (non esagero, prendete un treno al di là delle Alpi e vedete...), non ho saputo trattenermi. La sirena del marketing mi ha ammaliato, insomma, ho preso al volo nonostante disservizi e ritardi vari la promozione Trenitalia-Sixt (autonoleggio) per chi si presenta con un biglietto Eurostar in mano al club della stazione e per 27 euro (in realtà 28,60, con un po' di tasse) mi sono fatto dare per due giorni una Smart. Se vedete un idiota sfrecciare per Milano su una mini-vettura con quell'orrido adesivo sulla fiancata, sappiate che probabilmente sono io. Perché? Per 27 euro (28,60) possedere due giorni una Smart mi pare un buon affare... Vi prego, non commentate per non svegliarmi da questo beota sogno consumista...
La carne è debole!
26.12.05
L'angolo di lavoro
JOHN BATTELLE E' un giornalista abbastanza noto negli Stati Uniti. Si occupa di tecnologie, ha scritto un libro che ho citato un po' di tempo fa sulla storia di Google e della ricerca dei dati in rete. Ha successo, è conosciuto, lavora a diretto contatto con i personaggi chiave dell'età digitale. E adesso, tramite il suo sito, scopriamo in che angolo lavora (e con quali computer)...
Nostalgia canaglia
CI VOLEVA UN congiurare di tecnologie, per riuscirci. Una volta sarebbe bastata Internet e una webcam (ve le ricordate? Erano assai popolari qualche anno fa; adesso nessuno le considera più...) per emozionarsi. Oggi, grazie al video digitale, alla possibilità di fare editing a casa (il montaggio, cioè la sintassi dell'audiovisivo, che mancava agli appassionati di filmini familiari su pellicola e nastro), alla distribuzione semi-automatizzata attraverso la rete in formati precostituiti dall'avvincente nome di podcasting e - in finis - all'avvento dell'iPod video, la commozione aumenta di un ordine di grandezza.
Probabilmente, rileggendo tra qualche anno questo post, lo troverò ingenuo o un pochino triste. Per adesso, l'emozione è di aver scoperto che esiste un sito dove un signore mette fuori dei podcast video di Firenze. Ecco, podcast di Firenze, per turisti americani (of course). Uno li guarda, magari va anche a controllare la mappina su Google per vedere la foto satellitare del luogo in questione e poi, insomma, se c'è già stato o magari ha l'ambizione di considerare quel pezzetto di mondo "casa", il posto dove il cuore continua a battere anche quando sei lontano o non ci sei più, ebbene in quel caso davvero ti si muove qualcosa dentro...
Questo poi (link diretto al video) è struggente...
L'effetto sarà dovuto al fatto che è sera, vado a letto e domattina ho il treno che mi riporta a Milano, chiudendo ufficialmente anche il Natale 2005 e le relative celebrazioni familiari?
Probabilmente, rileggendo tra qualche anno questo post, lo troverò ingenuo o un pochino triste. Per adesso, l'emozione è di aver scoperto che esiste un sito dove un signore mette fuori dei podcast video di Firenze. Ecco, podcast di Firenze, per turisti americani (of course). Uno li guarda, magari va anche a controllare la mappina su Google per vedere la foto satellitare del luogo in questione e poi, insomma, se c'è già stato o magari ha l'ambizione di considerare quel pezzetto di mondo "casa", il posto dove il cuore continua a battere anche quando sei lontano o non ci sei più, ebbene in quel caso davvero ti si muove qualcosa dentro...
Questo poi (link diretto al video) è struggente...
L'effetto sarà dovuto al fatto che è sera, vado a letto e domattina ho il treno che mi riporta a Milano, chiudendo ufficialmente anche il Natale 2005 e le relative celebrazioni familiari?
Uno su tre...
ALLA FINE, UNO su tre ci avevo preso a comprarlo in quella libreria di San Francisco (The World Is Flat). E meno male, perché gli altri due non mi interessavano più di tanto...
The top-selling books were The Chronicles of Narnia Box Set (paperback) by C.S. Lewis, The World Is Flat: A Brief History of the 21st Century by Thomas L. Friedman, and Rachael Ray 365: No Repeats--A Year of Deliciously Different Dinners (A 30-Minute Meal Cookbook) by Rachael Ray.
E' uscita la lista delle cose più vendute su Amazon durante le vacanze del 2005. L'iPod regna sovrano.
The top-selling books were The Chronicles of Narnia Box Set (paperback) by C.S. Lewis, The World Is Flat: A Brief History of the 21st Century by Thomas L. Friedman, and Rachael Ray 365: No Repeats--A Year of Deliciously Different Dinners (A 30-Minute Meal Cookbook) by Rachael Ray.
E' uscita la lista delle cose più vendute su Amazon durante le vacanze del 2005. L'iPod regna sovrano.
25.12.05
La fine dell'anno del NYTimes
ANCORA SIAMO AL 25 ma il New York Times già si sente a capodanno. E lancia la sua lista di personalità eccellenti - o meno eccellenti - che se ne sono andate in questo lungo, lunghissimo 2005...
This year, like all years, brought the deaths of many notable people. Among them were Rosa Parks, Pope John Paul II, William H. Rehnquist, Saul Bellow, Peter Jennings, Eugene J. McCarthy, August Wilson, Hans Bethe and Richard Pryor. The year 2005 was also marked by the 2,000th death of a member of the American armed forces in Iraq and of an untold number of Iraqi civilians. Violence, both man-made and natural - especially the earthquake in South Asia that killed some 70,000 - claimed thousands upon thousands of lives around the world.
This 12th annual end-of-the-year issue does not purport to be definitive. Instead, it is an idiosyncratic selection, one driven primarily by the whims, interests and passions of the magazine's editors and writers. Some names, like Sandra Dee, Frank Perdue, Luther Vandross, Rose Mary Woods and Constance Baker Motley, are probably familiar. Others are less well known: Elizabeth McFarland Hoffman, the poetry editor of Ladies' Home Journal; Thurl Ravenscroft, the voice of Tony the Tiger; Joseph Frelinghuysen, whose unlikely escape as a prisoner of war during World War II was made possible by a generous and courageous Italian family; and Lawrence Celestine, a New Orleans police officer who took his own life shortly after Hurricane Katrina hit. Through stories, ideas and images, we seek to capture the lives they lived.
La storia è qui (prima bisogna registrarsi).
This year, like all years, brought the deaths of many notable people. Among them were Rosa Parks, Pope John Paul II, William H. Rehnquist, Saul Bellow, Peter Jennings, Eugene J. McCarthy, August Wilson, Hans Bethe and Richard Pryor. The year 2005 was also marked by the 2,000th death of a member of the American armed forces in Iraq and of an untold number of Iraqi civilians. Violence, both man-made and natural - especially the earthquake in South Asia that killed some 70,000 - claimed thousands upon thousands of lives around the world.
This 12th annual end-of-the-year issue does not purport to be definitive. Instead, it is an idiosyncratic selection, one driven primarily by the whims, interests and passions of the magazine's editors and writers. Some names, like Sandra Dee, Frank Perdue, Luther Vandross, Rose Mary Woods and Constance Baker Motley, are probably familiar. Others are less well known: Elizabeth McFarland Hoffman, the poetry editor of Ladies' Home Journal; Thurl Ravenscroft, the voice of Tony the Tiger; Joseph Frelinghuysen, whose unlikely escape as a prisoner of war during World War II was made possible by a generous and courageous Italian family; and Lawrence Celestine, a New Orleans police officer who took his own life shortly after Hurricane Katrina hit. Through stories, ideas and images, we seek to capture the lives they lived.
La storia è qui (prima bisogna registrarsi).
24.12.05
Natale s'appropinqua
ANCHE PER QUEST'ANNO ci siamo, o quasi: NATALE! E'! ALLE! PORTE!
E se volete, scaricando questo file e inserendolo dentro Google Earth (qui si trova per Mac), potete seguire le peregrinazioni attraverso i fusi orari del simpatico pancione nobilitato dalla Coca Cola...
E se volete, scaricando questo file e inserendolo dentro Google Earth (qui si trova per Mac), potete seguire le peregrinazioni attraverso i fusi orari del simpatico pancione nobilitato dalla Coca Cola...
22.12.05
Babbo Natal... facci cantar...
ALLORA, ARRIVA NATALE. Sin qui, niente di strano. Dopotutto, succede la stessa cosa da parecchi secoli. Però da noi c'è una variazione piuttosto singolare: oltre alla culla con il bambinetto, vigilato da bue ed asinello, i re magi e tutto il resto, c'è anche un altro signore che è entrato a far parte della Sacra Famiglia. Un signore vestito di rosso con una lunga barba bianca. Com'è arrivato sulla scena? Perché quelli che celebravano il Natale al tempo, che so io, di Cristoforo Colombo oppure di Enrico Ottavo o magari di Dante Alighieri non avevano questo simpatico e panciuto signore tra i piedi? Secondo Nicola Lagioia, dobbiamo andare a chiederlo alla The CocaCola Company, per avere un abbozzo di risposta che spiega lo spirito della società nel tempo del consumo.(Ps: l'immagine qui presente non è per niente una forzatura. E' invece quella dipinta per la copertina del numero di dicembre del 1972 di Playboy: si tratta di uno degli ultimissimi lavori di Haddon Sundblom, l'illustratore che inventò per le campagne pubblicitarie della Coca Cola l'attuale immagine di Santa Claus, il panciuto simpaticone)
20.12.05
L'eroico giornalismo dei nostri famosi beniamini televisivi... (Sì, Bruno, dico proprio a te)
DALL'ALTRA PARTE dell'Oceano, dove il mito del giornalismo è stato alimentato con storie che valgono la pena, Dave ha appena passato la palla a una generazione più giovane dopo trent'anni di lavoro. Lui è Dave Mitchell, editore e direttore oltre che cronista di punta del Point Reyes Light. Un uomo le cui storie parlano da sé:
In 1996, a Mill Valley woman tried to kill herself by driving off a 500-foot ocean cliff just south of Stinson Beach. But she neglected to unhook her seat belt. Her red Toyota plunged over Highway 1, banging against the cliff as it tumbled end over end, and landed perfectly on all four tires on the shore, a giant boulder away from Red Rock nude beach. Climbing the boulder, a herd of naked people watched in amazement as the woman was helped from her car and a rescue helicopter dropped down to pluck her away.
Mitchell, the Pulitzer-Prize winning publisher of the mighty little Point Reyes Light, was on the scene. "I was on the nude beach," Mitchell said, letting out a laugh that falls somewhere between a rumbling guffaw and a mad baritone cackle. "With my camera, with our Spanish-language columnist and his son. I took some shots, nude, watching all these nudists staring up at the helicopter. And then I put my pants on and covered the rest of the story."
In 1996, a Mill Valley woman tried to kill herself by driving off a 500-foot ocean cliff just south of Stinson Beach. But she neglected to unhook her seat belt. Her red Toyota plunged over Highway 1, banging against the cliff as it tumbled end over end, and landed perfectly on all four tires on the shore, a giant boulder away from Red Rock nude beach. Climbing the boulder, a herd of naked people watched in amazement as the woman was helped from her car and a rescue helicopter dropped down to pluck her away.
Mitchell, the Pulitzer-Prize winning publisher of the mighty little Point Reyes Light, was on the scene. "I was on the nude beach," Mitchell said, letting out a laugh that falls somewhere between a rumbling guffaw and a mad baritone cackle. "With my camera, with our Spanish-language columnist and his son. I took some shots, nude, watching all these nudists staring up at the helicopter. And then I put my pants on and covered the rest of the story."
19.12.05
Altre cattive influenze
CERTE COSE PER fortuna non cambiano mai: BSB tornano dalla lontana Cina con un altro brano d'autore. Secondo me li registrano qui sotto casa mia, in qualche cantina.Sto pensando di aprire un fan club. Qualcuno vuole iscriversi? Sono garantiti pesanti effetti collaterali...
Don't be a sissy
UNO SI IMPEGNA, fa la voce grossa, quasi quasi s'incazza. Insomma: difendere la categoria del giornalista rispetto a quelli che si raccontano le cose per passare il tempo, al bar, richiede un certo sforzo. Io l'ho fatto. Ecco, immaginatemi ancora influenzato ma tutto compiaciuto, pieno di me. E che per caso incappo in quest'articolo del Corriere: «Calciatori gay? Ce ne sono».
Dentro ci sono passaggi del tipo:
Tre calciatori tedeschi lanciano la sfida: facciamo outing solo se ci seguono altri otto. In attesa che si formi la squadra «ombra», l’ex pallone d’oro rossonero ha espresso una sua perplessità: «Ogni volta che sento parlare di omosessuali nel calcio mi stupisco. Mi sembra strano che scelgano un gioco così maschio, dai contrasti così decisi». E pensare che, secondo il deputato ds e presidente dell’Arcigay Franco Grillini, invece, per «i suoi spogliarelli e le sue ammucchiate dopo una rete, il calcio è il terreno più fertile per l’omosessualità».
e ancora:
Non che sia un obbligo, sia chiaro, ma a sentire la maggior parte di calciatori e allenatori, non c’è gay che abbia mai indossato scarpe coi tacchetti. «Il movimento è così vasto che qualcuno ci sarà - dice Beppe Bergomi, ex capitano di Inter e nazionale -, ma in vent’anni non mi è mai capitato di conoscerne uno. E forse ha ragione Rivera, nel calcio serve molta rudezza, si cerca il contrasto aspro...».
e poi:
Anche Gigi Simoni, allenatore della Lucchese, la pensa così: «Forse l’aggressività, la determinazione, la grinta richieste da questo sport non si sposano con le caratteristiche degli omosessuali. Nel calcio femminile, invece ho sentito che il fenomeno è più diffuso».
Ora, la colpa (perché c'è una colpa, mi pare evidente) non è di quei miliardari minorati mentali che giocano a palla o ci campano. No, è di quel demente che ha deciso di mettere in pagina un articolo fatto a questa maniera. Che l'ha commissionato e che poi quando se l'è ritrovato sul computer non ha mandato a quel paese il tapino della cronaca sportiva. Altro che "fotografia che documenta la realtà". Quale realtà documenta questa broda retriva e razzista? Siete andati voi a fargli le domande a questi deficienti: siete voi che avete messo la carne nella gabbia, mica quei poveri idioti a cui è capitato di dire simili bestialità. Che vergogna. Da domani, fino a Natale, leggo solo "informazione open source" e vaffambagno!
Dentro ci sono passaggi del tipo:
Tre calciatori tedeschi lanciano la sfida: facciamo outing solo se ci seguono altri otto. In attesa che si formi la squadra «ombra», l’ex pallone d’oro rossonero ha espresso una sua perplessità: «Ogni volta che sento parlare di omosessuali nel calcio mi stupisco. Mi sembra strano che scelgano un gioco così maschio, dai contrasti così decisi». E pensare che, secondo il deputato ds e presidente dell’Arcigay Franco Grillini, invece, per «i suoi spogliarelli e le sue ammucchiate dopo una rete, il calcio è il terreno più fertile per l’omosessualità».
e ancora:
Non che sia un obbligo, sia chiaro, ma a sentire la maggior parte di calciatori e allenatori, non c’è gay che abbia mai indossato scarpe coi tacchetti. «Il movimento è così vasto che qualcuno ci sarà - dice Beppe Bergomi, ex capitano di Inter e nazionale -, ma in vent’anni non mi è mai capitato di conoscerne uno. E forse ha ragione Rivera, nel calcio serve molta rudezza, si cerca il contrasto aspro...».
e poi:
Anche Gigi Simoni, allenatore della Lucchese, la pensa così: «Forse l’aggressività, la determinazione, la grinta richieste da questo sport non si sposano con le caratteristiche degli omosessuali. Nel calcio femminile, invece ho sentito che il fenomeno è più diffuso».
Ora, la colpa (perché c'è una colpa, mi pare evidente) non è di quei miliardari minorati mentali che giocano a palla o ci campano. No, è di quel demente che ha deciso di mettere in pagina un articolo fatto a questa maniera. Che l'ha commissionato e che poi quando se l'è ritrovato sul computer non ha mandato a quel paese il tapino della cronaca sportiva. Altro che "fotografia che documenta la realtà". Quale realtà documenta questa broda retriva e razzista? Siete andati voi a fargli le domande a questi deficienti: siete voi che avete messo la carne nella gabbia, mica quei poveri idioti a cui è capitato di dire simili bestialità. Che vergogna. Da domani, fino a Natale, leggo solo "informazione open source" e vaffambagno!
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